13 mag 2017 :: Gruppo adulti :: promemoria dell’incontro

Verbale n. 7 del 13 maggio 2017 Gruppo Adulti

Presenti: Giovanna, Mauro, Umberto, Maria Teresa, Cristina, Marisa, Francesca, Carla, Claudio, Franco, Barbara, Laura, Domenica.

Tema: Preghiera, esame di coscienza e misericordia

Ci siamo innanzitutto chiesti cosa sia per noi la preghiera e le risposte sono state molteplici: è un rapporto intimo, un messaggio di confronto tra me stesso e Dio; è un momento di condivisione e di intimità in cui rimettere la giusta distanza alle cose, sia nella bellezza che nella tristezza; è affidarsi a Qualcuno più illuminato che possa aiutarmi a sostenere le difficoltà; è un momento in cui faccio anche l’esame di coscienza, per fare i conti con me stessa e vedere le cose in maniera più obiettiva; è un modo per dialogare nei vari momenti sia di fragilità ma anche di felicità; è un discorso aperto con Gesù, durante tutta la giornata, di ringraziamento, di richiesta, di affidamento; è un momento intimo di richiesta d’aiuto nella difficoltà; è un rapporto con Gesù per ciò che riguarda la vita personale e la realtà a livello mondiale; è un momento di riconciliazione in cui chiedere perdono; è un momento di riflessione sulla vita, la relazione con gli altri, la morte; è dialogo ed intimità, momento di riflessione e di ringraziamento; la preghiera è legata a momenti di grande emozione: paura, gioia, tristezza ed è un grande aiuto anche se la vivo come ultima risorsa nei momenti difficili; è un ringraziamento, un sentirsi a tu per tu con Lui che ti dà delle risposte.

Abbiamo notato che il destinatario della preghiera è diverso per ciascuno di noi: c’è chi prega la Madonna, chi si rivolge a Dio, chi dialoga con Gesù.

Questo per quanto riguarda la preghiera personale, ma esiste anche la preghiera collettiva, in particolare il “Padre Nostro”, che non deve essere recitato in maniera meccanica, ma va ripensato a partire dall’inizio: perché “Padre nostro” e non “Padre mio”?

Ci siamo soffermati a considerare che il momento storico in cui stiamo vivendo non favorisce la preghiera di ringraziamento, perché la bellezza e l’armonia sono spesso sopraffatte dalle bruttezze e dal male. Ma Gesù si è fatto uomo ed ha vestito i panni della fatica e della sofferenza e, condividendo la nostra realtà, ci ha trasmesso delle preghiere legate all’impegno, affinché possiamo modificare il male in cui siamo immersi. Per fare ciò abbiamo però bisogno dello Spirito Santo.

Inoltre Gesù ci ha detto: “Chiedete e vi sarà dato”. Ma cosa dobbiamo chiedere? Sicuramente di saper affrontare in maniera adeguata le varie situazioni che ci troviamo a vivere. Ma anche saper condividere: la paura, lo sgomento, il dolore, la consapevolezza della nostra finitezza che genera l’angoscia della morte. Tutto condividiamo con Lui. La condivisione segna il percorso verso la consapevolezza dei nostri lati oscuri e i nostri dubbi rispetto alla vita di Gesù; la condivisione significa confrontarsi con la Sua vita, i Suoi sentimenti, il Suo modo di arrabbiarsi… E in Lui troviamo il senso della nostra vita. Dobbiamo pensare di essere importanti per Gesù e sentire di essere nel cuore di Dio. Sentirsi importanti significa sentirsi amati.
Se abbiamo la percezione di essere amati e sappiamo cos’è l’amore, allora viene di conseguenza l’offerta di ciò che noi siamo, il dono di sé, ed anche questo è preghiera.

Durante la Messa, nel momento in cui il sacerdote prende il pane e lo benedice, (Gesù lo spezzò), c’è la condivisione: è per tutti. Ugualmente io devo offrire ciò che Gesù mi ha dato, affinché diventi patrimonio di tutti.

La condivisione con Gesù ci rende capaci di comunicare speranza, amore, premura, perché entriamo in contatto con i Suoi stili di vita, i Suoi sentimenti. E’ un processo identificativo: noi dobbiamo essere strumenti della Sua volontà.
E’ sicuramente difficile, in un momento storico, politico, economico, come il nostro, in cui la speranza assume un suono strano, poiché l’atteggiamento più diffuso è quello di scarsa motivazione, di rinuncia, di sgomento.
Noi, però, dobbiamo intervenire proprio per infondere speranza attraverso la nostra vita, la nostra fede, il nostro amore per la vita: testimoniando ciò in cui crediamo. In quanto Cristiani, sappiamo che il Male, in cui dobbiamo entrare e calarci per conoscere le situazioni di sofferenza e di ingiustizia, verrà sconfitto: questa è la Resurrezione.

Il progetto futuro si scontra con il concetto di individualismo, ma ognuno di noi ha dentro di sé una forza che riesce a fare la differenza .

Attenzione: il prossimo incontro NON sarà il 10 giugno, MA il 17 giugno