9 gen 2016 :: Gruppo adulti :: promemoria dell’incontro

VERBALE “GRUPPO ADULTI ”

Sabato 9/1/2016

Riflessioni dopo la lettura di Qoelet cap. 3 / 5

Tra i presenti alcuni si sono espressi affermando che è necessario vivere con serenità nella sobrietà nel rispetto di sé e degli altri.
B: ha contestato questa posizione dichiarandola semplicistica e superficiale :” non è possibile vivere una vita serena e chi non ha nulla ………..come fa? La consapevolezza di ciò che ci capita e ci circonda . (la finitezza il dolore, l’ingiustizia ) Come vivere sereni?
F: la visione di Qoelet è nichilista, non sono d’accordo sulla vanità della vita come deve essere vissuta ? in onestà ma anche nell’attenzione all’altro, e quindi come essere sereni di fronte alla sofferenza causata dalla malvagità?”
M.: “Qoelet mi porta a due riflessioni: la prima la bellezza dell’affidarsi a qualcuno che scandisce il tempo rassicurante libera dall’angoscia di essere autori del nostro tempo. La seconda: l’angoscia e la rabbia , l’insieme dei rapporti tra noi e Dio, e tra di noi……. ma io dove sono di fronte all’ingiustizia? Dove il mio impegno? non dipende forse anche da me lo stare degli altri?”
D F e M: Affidarsi, non riusciamo sempre ad affidarci né di aver consapevolezza dei doni che abbiamo e dell’aiuto che riceviamo ma BISOGNA affidarsi. questa è la nostra fede, Nella vita l’essere sereni è difficile ma noi siamo di passaggio”.
Qoelet non dice solo che tutto è vanità ma invita alla serenità passando attraverso l’esame del dolore dell’ingiustizia un esame molto profondo per approdare al “tutto è vano” e scoprire altro della vita che è la serenità dell’affidarsi ma anche di essere consapevoli della fatica del vivere .
Siamo nell’Antico Testamento alla ricerca del senso di Dio , come ricerca dell’Inconoscibile l’Onnipotente a cui ci si rivolge di fronte con l’impotenza dell’uomo. ma nel Nuovo Testamento Dio si rivela e diventa il Dio della Relazione dell’ Ispirazione.

A. T. Numeri 6/22-27 S. Paolo ai Galati 4-4/7 Luca 2-6/21

Supponendo di credere nel Dio rivelato dalla Bibbia,….. nella Creazione “Dio vede che tutto era buono, ha quindi benedetto la Sua Creazione. Dall’altra parte Egli pronunciò la maledizione sul serpente che via via lungo la storia si rinnova non come il verdetto di un potere oscuro ma come l’enunciazione di ciò che dentro le viscere delle cose e delle vicende già si nasconde.
Nel Deuteronomio è detto: “io ti ho messo di fronte la morte e la vita. Secondo che tu sceglierai così avverrà”. La benedizione e la maledizione sono quindi nelle nostre mani. Il bene e il male hanno il loro specchio di rivelazione nella nostra coscienza. Illuminati dalla Benedizione di Dio bisogna guardare al futuro oltre le parvenze di cui siamo prigionieri( “Galati-noi siamo stai liberati dalla schiavitù………”)
E questo cammino sotto la luce del volto di Dio conosciuto o sconosciuto, affermato o negato si esprime attraverso la speranza che entra in noi come dimensione del futuro e noi in essa. Le grandi speranze sembrano spengersi ma esse sono i segni del nostro destino e leggere i segni dei tempi vuol dire oggi leggere gli avvenimenti in controluce sulle grandi speranze.
Il flagello delle guerre, i fondamentalismi, le logiche di mercato noi questo vediamo e sentiamo l’angoscia delle speranze tradite.
Dobbiamo vivere in permanente vigilanza che è quella della saggezza politica e morale per quanto riguarda il destino comune degli uomini e riprender il nostro impegno al livello della cultura e della coscienza per superare la fiducia nelle armi , nel poter del denaro, del fanatismo religioso.
Dal particolare all’universale, nel senso anche giuridico della parola, questo è il grande compito del futuro che viene.

Le identità culturali portano alla paura della contaminazione (I Magi insegnano….. non ripassarono da Erode).
Il turbamento di Erode: Gesù bambino porta il turbamento alla città di Gerusalemme (Isaia la città della luce).

L’ordine è retto dalla paura, ma perché anche Erode è turbato? La terra deve essere affidata agli esclusi, ai miti, agli emarginati che hanno sapienze diverse e noi stare dalla loro parte e che ci venga affidata la benedizione di Dio. Nel nostro piccolo, assaporiamo la bellezza, il senso del nostro impegno la partecipazione consapevole vivendo gli eventi in positivo e che non prenda il sopravvento il pensiero distruttivo.

Prossimo incontro:
13 febbraio ore 16, a S. Andrea in Percussina.
Tema dell’incontro “La comunicazione virtuale e la Relazione virtuale.”