29 nov 2015 :: Gruppo adulti :: promemoria dell’incontro

VERBALE INCONTRI ADULTI CON GIOVANNA DEL 29/11/2015

Le riflessioni continuano sul tema dell’iniquità e si rileggono alcune considerazioni fatte da G. nel precedente incontro.

Dall’ultima riunione, è cambiato qualcosa?

Che cosa ha innescato, in noi, l’attentato di Parigi?

Dalle nostre riflessioni, emerge più forte un diffuso senso di paura, a causa dell’iniquità che rende instabile il “sistema mondiale” nel quale viviamo.

C. chiede chiarimenti su un passaggio scritto nel precedente verbale e G. lo riprende, dicendo che – aver fede – non significa spiegare come andranno le cose, ma significa affidarsi ad un TU che contiene l’universo e al quale possiamo tendere le mani.
Aver fede è scelta di libertà: vivere nel mondo, dentro un dialogo con un TU, che ci parla attraverso gli eventi.
Luca ci invita alla Vigilanza.
Essere vigilanti, nel senso evangelico, significa assumere la realtà esistente e gli eventi come manifestazioni e segni di Qualcuno che è oltre.

Le nostre impressioni in relazione agli ultimi avvenimenti di Parigi.

C. dice che prova tanta tristezza e senso di morte. I media provocano molta tensione e la reazione spesso è di angoscia e terrore.

U. dice invece che non dobbiamo avere paura, che questo momento è un momento di formazione e che dobbiamo andare avanti.

G. afferma che dobbiamo rimanere nella paura e nell’angoscia, per capire cosa ci stia succedendo. La paura è inevitabile, in un clima che è diventato di guerra.
Ora, come non mai, dobbiamo prendere atto del clima in cui viviamo e che non è più il momento di stare a guardare, ma è il momento di prendere posizione.

F. afferma che tutto ciò che sta accadendo lede la nostra libertà, perché siamo assoggettati a maggiori controlli, che – in nome della sicurezza – limitano molto la nostra libertà di movimento, di comportamento, di informazione, ecc…

G. dice che le ragioni della guerra sono economiche, poiché i produttori di armi ne traggono grande profitto e l’Italia è in prima fila nella produzione e vendita di armamenti.
Dobbiamo quindi analizzare le ragioni di questi avvenimenti e rispondere ai nostri figli, riguardo alle paure che li assalgono.

M. fa un excursus sulle ragioni geopolitiche degli eventi ai quali assistiamo, dicendo peraltro di non avere paura.

G. dice che la decadenza della cultura occidentale è inevitabile e logica, perché non ci occupiamo di ciò che sta fuori di noi: non ci occupiamo di ciò che avviene altrove, in Africa, in Asia, ecc…

Viviamo in un contesto che ha paura dei cambiamenti e il Papa è l’unico – al momento – che prenda posizioni contrarie alla paura del cambiamento.

IL SUO COMPORTAMENTO E’ UNA GRANDE FONTE DI GIOIA PERCHE’ AIUTA A NON AVERE PAURA.

Il fatto che sia andato in Africa ad aprire la Porta Santa, ci dà una via per interpretare la realtà.
Il Papa diventa Profeta: ci fa capire che, se vogliamo cambiare qualcosa, dobbiamo partire dagli ultimi e che il problema dell’iniquità diventa urgente.

G. ci invita ad ascoltare la voce della coscienza, a prestare attenzione al tempo perso, ad approfondire le ragioni della GIUSTIZIA.

Per la prossima volta leggere: QOELET CAP. 3-5

Parabole sulla giustizia (Figliol Prodigo, operai nella Vigna, ECC.)

Suggerimenti di lettura: “Insegnare l’amore attraverso le parabole” di Enzo Bianchi

Prossimo Incontro 09/01/2016

VENIRE PREPARATI!!!